BATTUTA NEL VOLLEY

BATTUTA

 

È opinione comune che, a tutti i livelli di gioco, il servizio rappresenti il primo strumento utile a condizionare il gioco avversario. Sarà perciò necessario perseguire, sin dai primi momenti, obiettivi tattici che possano garantire la conquista di tale supremazia. È facile quindi intuire come la tattica rivesta un’importanza fondamentale e come debba essere sviluppata appena sia stato raggiunto un minimo di stabilità tecnica, sapendo che quest’ultima e la sua evoluzione, costituiscano i requisiti necessari allo sviluppo della prima. Una traccia di quale possa essere un percorso di crescita delle abilità tattiche potrebbe essere quella seguente a prescindere dalla tecnica utilizzata:

 

  • Variare il punto di caduta della palla (servizio corto – servizio lungo);
  • Variare la zona da cui si effettua la battuta, sviluppando l’abilità di colpire tutte le zone: da 6 verso 6-3, da 5 verso 1-2, da 1 verso 5-4;
  • Mantenere costante la zona di partenza del servizio, sviluppando l’abilità di colpire tutte le zone del campo: da 1 verso 1-2 o verso 5-4, da 5 verso 5-4 o verso 1-2, da 6 verso 1-2 e 5-4;
  • Nel servizio float, variare la distanza dalla linea di fondo campo per le fasce d’età più alte;
  • Nelle categorie in cui non è consentita la ricezione in palleggio, acquisire l’abilità di imprimere alla palla traiettorie tese, vicino al bordo superiore della rete, e traiettorie che scavalchino i ricettori;
  • Servizio lungo e corto sul ricettore attaccante di prima linea;
  • Servizio corto sul ricettore attaccante di seconda linea;
  • Servizio corto a disturbare l’attaccante di primo tempo;
  • Servizio verso le zone 1 e 2 con palleggiatore in P4 e P5 a rendere più impegnativa l’alzata all’attaccante in zona 4;
  • Sviluppare il concerto che, più che “colpire” un determinato giocatore, è necessario colpire il campo presidiato dal medesimo;
  • Memorizzare i risultati, propri e dei compagni (soprattutto di quello che ha eseguito il servizio del turno precedente).

 

  • TECNICA DAL BASSO

 

È obbligatorio effettuare il servizio con tecnica dal “basso” con oscillazione del braccio sul piano sagittale. La mancata applicazione di tale norma comporta la perdita del punto”.

 

Progressione analitiche:

  1. Lanci facendo rotolare la palla a terra o imprimendo una traiettoria aerea. Obiettivo superare la rete imitando il colpo dal basso, variando la distanza dalla rete;
  2. Con mano aperta o con il pugno, in base alle capacità, colpire la palla che è a terra, per farla rotolare avanti con traiettoria precisa;
  3. Servizio completo di fronte ad una parete a distanze crescenti;
  4. A coppie di fronte, divisi dalla rete: servizio completo da distanze varie;
  5. Servizio con obiettivi:

5.a Campo diviso a metà per lungo: servizio con traiettoria lungolinea o diagonale (battendo da zona 1 e 5)

5.b Servizio con uno o più bersagli fissi per ottenere traiettoria corta o lunga

  1. Servizio partendo distanti dalla linea di fondo con o senza passi antecedenti il colpo;
  2. Servizio con traiettoria alta o tesa; con nastro o elastico in base alle richieste.

 

Per il MINIVOLLEY:

  • le tre posizioni analogico-simboliche della stazione eretta

 

 

La numero UNO corrisponde al piede sinistro avanti e quello destri dietro, con il baricentro nella posizione più bassa ed il bacino a contatto col tallone del piede posteriore.

La numero DUE corrisponde al piede destro avanti e quello sinistro dietro, con il baricentro nella sua posizione più bassa ed il bacino a contatto col tallone del piede posteriore.

La numero TRE corrisponde alla possibilità di piegarsi totalmente con gli arti inferiori in posizione simmetrica.

La posizione in ginocchio è risultata fondamentale per quanto riguarda l’insegnamento dell’attacco e del servizio in salto ed è stata sviluppata per poter realizzare una coordinazione primaria tra lo spostamento del baricentro, l’appoggio plantare bipodalico differenziato e movimento di slancio degli arti superiori. Questi engrammi[1] motori sono risultati di grande efficacia per l’apprendimento di situazioni che poi bambini ritrovano nell’attacco nel servizio in salto. Questo tipo di strutturazione consente apprendimenti fondamentali nella pallavolo perché, procedendo in senso antigravitazionale, si usano gli appoggi destro-sinistro (posizione DUE) e sinistro-destro (posizione UNO), dapprima in forma generale poi in senso specifico.  La soluzione di appoggio destro-sinistro, per i bambini destrimani, e quella di appoggio sinistro-destro, per i bambini con dominanza manuale sinistra, risulteranno, infatti, determinanti nell’insegnamento dello stacco nel colpo d’attacco e nel servizio.

È facile notare come, utilizzando la posizione TRE, molti bambini risalgano usando la leva caviglia-ginocchio. Con un’adeguata preparazione, possono invece riuscire, slanciando gli arti superiori, ad arrivare nella posizione TRE staccando entrambi i piedi da terra: è per questo che la posizione TRE, più delle altre, si avvale dell’intervento degli arti superiori nel raggiungimento della posizione eretta nel salto.

  • Il metodo analogico-simbolico dalla posizione prona

 

I bambini vengono fatti partire dalle posizioni UNO, DUE E TRE anche quando la posizione di partenza è quella prona, che è molto importante nel gioco del minivolley. Rappresenta infatti una situazione di passaggio che necessita di soluzioni che ripristino velocemente la posizione eretta in funzione dell’approccio e utilizzo di altre catene cinetiche. Nella posizione UNO i bambini, distendendo e spingendo con le braccia, portano avanti l’arto sinistro in appoggio plantare e attivano le catene cinetiche necessarie le azioni da rialzarsi partire. Nella posizione DUE portano avanti l’arto destro in appoggio plantare. Nella posizione TRE muovono contemporaneamente entrambi gli arti inferiori. Da considerare come la posizione TRE nel tempo debba essere sostituita dalla posizione gambe divaricate (angolo di 45°), che una delle posizioni fondamentali di partenza nel gioco della pallavolo.

  • Il metodo analogico-simbolico dalla posizione da seduti

Le stesse dinamiche vengono sviluppate dalla posizione da seduti, evidentemente con un significato comprensibilmente in antitesi dal punto di vista biomeccanico: se dalla stazione eretta è previsto un piegamento, da seduti c’è un’estensione degli arti inferiori. La posizione UNO corrisponde alla flessione dell’arto sinistro che anticipa il movimento dell’altro arto inferiore, correlato con la spinta delle mani che aiutano a spostare il baricentro, favorendo dal punto di vista biomeccanico la fase di risalita, che può venire, in un primo momento, con appoggio asimmetrico e in seguito con intervento monopodalico. La stessa cosa avviene per la posizione DUE, partendo però con l’arto destro. Nella posizione TRE ci si muove contemporaneamente con entrambi gli arti inferiori sempre aiutandosi con la spinta delle mani. Alcune proposte di gioco:

1 – Il bambino è di fronte a una parete a distanza di 1 metro con la palla tenuta a due mani in basso. Sulla parete è stato tracciato un bersaglio ad un’altezza di 2 metri. Il bambino porta la palla in alto e poi dietro la nuca e contemporaneamente, sollevandosi sugli avampiedi, la lancia verso il bersaglio. Eseguito il lancio, si gira (destra o sinistra) cercando di recuperare la palla prima che cada a terra. Questo esercizio ha data dei buoni risultati sia per la modulazione della forza del lancio sia per l’azione che segue il muro.

2 – I bambini sono divisi in due squadre disposte in due file di fronte ad ina parete, dietro una linea distante 4 metri. Ogni bambino ha una palla. In corrispondenza di ogni fila si disegna un quadrato sulla parete di 50 cm di lato e ad una altezza di 2 metri. Il primo bambino della fila dalla posizione eretta lancia la palla a due mani dal dietro-alto verso il bersaglio e, dopo il rimbalzo sul muro, la riprende a due mani dal basso, assumendo la posizione TRE. Ogni volta che si colpisce il bersaglio si conquista un punto, ogni colta che si prende la palla senza farla toccare terra un ulteriore punto. Vince la squadra che fa più punti.

3 – Si divide il campo da minivolley longitudinalmente a metà. Un bambino è posto sulla linea del servizio con una palla. Altri due bambini sono disposti dall’altra parte della rete a gambe divaricate e braccia in fuori. Il bambino batte dal basso, indirizzando la palla nel campo avversario e cercando di colpire il corpo di uno dei due bambini, poi si sposta velocemente in avanti sotto rete per prendere la palla che gli viene restituita dal bambino che l’ha presa e ritorna per eseguire un nuovo esercizio. Si eseguono quattro servizi e i bambini si cambiano posto. Questo esercizio si può fare anche sotto forma di gioco.

4 – Come l’esercizio precedente, ma i bambini sono numerati (1 e 2) il bambino che batte deve dire verso quale bambino intende indirizzare la palla.

 

  • TECNICA DALL’ALTO

 

Progressione analitiche:

  1. 1 Lancio della palla dall’alto con movimento simile al gesto tecnico con traiettoria tesa, verso un compagno o una parete;
  2. Far rimbalzare al suolo la palla colpendola con la mano aperta e rigida, arrestando l’arto superiore dopo l’impatto;
  3. In appoggio asimmetrico posti frontalmente ad una linea con l’arto controlaterale che tocca la stessa: lancio del servizio lasciandola cadere a terra la palla; l’obiettivo è che questa rimbalzi sulla linea e in linea con l’appoggio posteriore;
  4. Fronte ad un materasso appoggiato alla parete, disposti a distanza adeguata a consentire: lancio del colpo sulla palla con la mano aperta: l’obiettivo è di fermarla tra mano e materasso;
  5. Fronte al muro o a coppie (il compagno funge da riferimento) con o senza la rete: eseguire la tecnica del servizio con l’obiettivo della precisione; variando la distanza dal punto;
  6. Servizio con obiettivi: a. Campo diviso a metà per lungo; distinguere il servizio con traiettoria lungolinea o diagonale (battendo da zona 1 e 5); b. Servizio con uno o più bersagli per ottenere traiettoria corta o lunga;
  7. Servizio con partenza distante dalla linea di fondo con o senza passi antecedenti il colpo;
  8. Servizio con traiettoria alta o tesa: con nastro o elastico teso sopra la rete, da astina ad astina; la palla sopra o sotto in base alle richieste.

 

 

  • TECNICA “JUMP FLOAT”

 

Questa tecnica è l’evoluzione del servizio “float” (colpo dall’alto a piedi a terra); particolarmente utilizzata nel settore femminile, genera una traiettoria più tesa e trasferisce l’inerzia della rincorsa sulla palla. Attualmente si esegue con diverse varianti nel numero di appoggi della rincorsa; nel controllo della palla prima del lancio e nello stacco che, soprattutto nelle squadre orientali, può essere monopodalico.

 

Progressione analitiche:

  1. Mencarelli consiglia una forma di esercizio propedeutica all’apprendimento del gesto che consiste nell’eseguire un servizio float dopo uno spostamento avanti destro-sinistro (per i destrosi) contestuale al lancio a due mani;
  2. In appoggio monopodalico[2] sull’arto controlaterale effettuare il lancio della palla, a due mani, avanti alto in modo che sia possibile eseguire il doppio appoggio e lo stacco precedenti il colpo inserire le seguenti richieste: a. afferrare la palla al culmine del salto; b. tocco tipo pallonetto; c. colpo a mano aperta vicino avete; d. come sopra aumentando la distanza;
  3. Fronte al muro o a coppie con il compagno che funge da riferimento, corpo senza la rete: eseguire la tecnica del servizio con l’obiettivo della precisione, variando la distanza dal punto;
  4. Servizio con obiettivi: a.  Campo diviso a metà per lungo; distinguere e servizio con traiettoria lungolinea o diagonale (battendo da zona 1 e 5); b. servizio con uno o più bersagli per ottenere traiettoria corta o lunga;
  5. servizio con traiettoria alta attesa; con nastro o elastico teso sopra la rete, da astina ad astina; la palla passa sopra o sotto in base alle richieste.

 

  • TECNICA “JUMP SPIN”

 

Definito anche servizio di potenza, si distingue per la traiettoria veloce, fattore molto destabilizzante la ricezione al punto da indurre alcune squadre di alto livello a schierare quattro ricettori. È una tecnica molto impiegata nel settore maschile per l’evidente strapotere fisico degli atleti.

Gli elementi caratterizzanti il gesto sono:

  1. Lancio: prevalentemente effettuato dal lato superiore dominante, con movimento dal basso avanti in atteggiamento esteso; È impressa una rotazione verso l’avanti all’attrezzo, mediante la flessione palmare; altezza e profondità, In genere, sono di una certa entità; la prima consente una rincorsa dinamica nella ricerca di un impatto alla massima altezza; la seconda permette di colpire ad una distanza minore da rete, ottenendo una traiettoria con un angolo più chiuso;
  2. rincorsa: come per l’attacco, è strutturata su tre o quattro appoggi;
  3. stacco: simile a quello per l’attacco da seconda linea (marcata fase di volo avanti);
  4. Colpo: anch’esso simile all’attacco con angolo di incidenza decisamente minore;
  5. Ricaduta: all’interno del campo con un auspicabile contatto bipodalico simultaneo.

 

Progressione analitiche:

  1. Colpo sulla palla verso una parete effettuando il lancio con l’arto superiore che colpisce;
  2. Fronte ariete a distanze crescenti: a. lancio e colpo piedi a terra con l’obiettivo di superarla e colpire un riferimento; b. lancio, stacco e colpo sulla palla; un compagno funge da punto di riferimento;
  3. Servizio con obiettivi: a. Campo diviso a metà per lungo: servizio con traiettoria lungolinea o diagonale (battendo da zona 1 e 5); b. servizio con uno o più bersagli per ottenere traiettoria corta o lunga.
  • Progressione sintetica e progressione globale

Le progressioni che seguono sono valide indipendentemente dalla tecnica di servizio utilizzata.

  • Progressione sintetica:
  1. Servizio e ingresso in campo nella posizione di partenza indifesa:
  2. Bagher o palleggio d’appoggio, che stimoli l’intervento dopo un primo tocco avversario inviato direttamente oltre la rete;
  3. intervento difensivo su attacco secondo tocco dall’alzatore;
  4. esecuzione di un intervento difensivo sul terzo tocco;
  5. Esecuzione di un secondo tocco di alzata

 

  • Progressione globale:

In quanto fondamentale d’inizio della fase di contrattacco (detta anche fase” break“), le esercitazioni globali per il servizio ricreano situazioni specifiche, con richieste tattiche sulla zona o giocatore da colpire; sul tipo di traiettorie da produrre. In caso di errore diretto sarà necessario introdurre una seconda palla per non frammentare il lavoro

 

 

 

Sugli esercizi specifici abbiamo parecchie idee già singolarmente, l’importante è portare l’atleta a capire che questo fondamentale è sicuramente individuale ma è il primo grande punto col quale tatticamente si costruisce la nostra difesa.

[1] Un engramma è un ipotetico elemento neurobiologico che consentirebbe alla memoria di ricordare fatti e sensazioni immagazzinandoli come variazioni biofisiche o biochimiche nel tessuto del cervello e di altre strutture nervose. Un engramma è perciò una sorta di traccia mnemonica che si organizza nel sistema nervoso come conseguenza di processi di apprendimento e di esperienza. Talvolta un engramma è anche considerato come una rete neurale o un frammento di memoria. A volte si utilizza l’analogia con l’ologramma per descrivere la sua azione alla luce delle osservazioni che la memoria non sembra essere localizzata nel cervello

 

[2] Mantenimento della posizione eretta su un arto inferiore.