Le vecchie generazioni ….. la matita del semplice

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Negli ultimi giorni ho subito una perdita molto cara alla mia vita: la mia NONNA. Un donna di 94 anni che fino ad oggi ha saputo stare al suo posto con molta dignità e con grande semplicità. Nel dolore che ha travolto la mia vita e davanti al suo corpo divorato dagli anni e dal suo volto cosi bello ho iniziato a riflettere su quanto la sua generazione ha lasciato alla nostra e quanto il mondo e la vita sociale stia cambiando. Guardando i volti commossi delle persone che sono giunte al suo capezzale, alle storie che hanno raccontato ho capito che con le persone dell’età della mia nonna, stanno sparendo delle figure che non torneranno più; loro erano la mamma di tutti, la nonna di tutti, loro sono la storia del nostro paese, la quotidianità del nulla e la ricerca di valori che oggi abbiamo perso. Loro erano la semplice matita del semplice, erano l’inchiostro indelebile dei valori, erano la saggezza della famiglia. Quando penso a lei, nel suo locale, a servire quei calici di vino, mi sembra di tornare in un’epoca che non esiste più. Penso con gioia immensa alle gare di briscola nella sua osteria, ai piatti di trippa, i fiumi di spiedo e la semplice voglia di stare lì per agli altri. Ricordo ancora quando con austera e dolce vivacità sgridava gli adulti per le parolacce, vedo ancora quei signori anziani che rispettavano quell’esile donna che dal nulla aveva creato un mondo tutto suo, era diventata il centro della sua contrada, la donna che aveva unito le nuove famiglie, la donna che aveva voluto cambiare il mondo senza distruggere i semplici valori del vivere insieme. Sono certo che nella società di oggi queste figure non ci siano più, al giorno di oggi non esistono più questi esempi capaci di raccontare la fame, la gioia, il dolore, la povertà, la ricchezza. Mancherai tanto, come mancheranno tutti quei tasselli di vita della tua semplice generazione del RISPETTO; la generazione del socializzare, del guardare dalla finestra i figli degli altri come se fossero tuoi; la generazione che poteva sgridarti e non saresti stato denunciato, le donne che capivano che per essere femministe bastava crescere i propri figli; le zie che accudivano i nipoti come i figli; la generazione a cui bastava un pane e salame per stare davanti al fuoco a raccontarsi; i nonni che ti prendevano sulle gambe davanti al prato e ti lasciavano correre e se ti sbucciavi fingevano con un bacio di guarirti. Una cosa sola, sono certo che non dimenticherò mai e che continuerò ad insegnare: la tua semplicità di raccontare agli altri che esiste l’amore della famiglia come fondamento per tutto; che non esiste altro che il rispetto e l’onesta per essere parte del cuore di qualcuno…… Quindi GRAZIE generazione della guerra e grazie per avermi messo fra le vostre ginocchia ……. vi amerò per sempre

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