I Giovani e la Speranza di Sognare

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È sempre facile giudicare e puntare il dito sulle nuove generazioni, sulle loro speranza, sui loro sogni; ma abbiamo mai provato a pensare e giudicare la speranza e i sogni che noi abbiamo lasciato a loro. Sono allenatore di volley da quasi 25 anni e lavoro, per scelta, con l’età dei giovanissimi (9-14 anni) e ho sempre pensato che in questo periodo l’importante fosse solo il gioco, ma col tempo ho capito che non è così. In questa fascia diamo ai ragazzi un motivo per entrare in palestra, diamo a loro l’educazione necessaria per costruire un sogno e per poterlo realizzare. Lo sport, come ogni altro ambito di crescita (scuola, oratorio, famiglia, organizzazioni, tecnologia), dovrebbero essere strutturati per permettere ai nostri giovani di avere la speranza di sognare; noi educatori dovremmo avere l’accortezza di non riversare le nostre sconfitte del passato, le nostre frustrazioni e la nostra nostalgia del non aver fatto, sui sogni che si costruiscono. Se abbiamo avuto un sogno dobbiamo essere in grado di trasmetterlo e di educare i nostri giovani a sentirlo dentro di loro, crescere e costruirsi come il fondamento del cambiamento del futuro. Sono convinto che la colpa della distruzione dei sogni sia solo nostra, di noi adulti che non abbiamo più il coraggio di permettere ai nostri figli di cadere e di rialzarsi per un mondo migliore; con un’abilità assurda abbiamo creato un mondo virtuale dove mettere i sogni e abbiamo costretto i nostri figli a cancellarlo senza capire il perché, li abbiamo abituati a cancellare senza pagarne le conseguenze, a creare e cancellare ogni piccola cosa. Dobbiamo caricarci di questo fardello e cominciare a cambiare la vera essenza del mondo: l’essere bambino oggi e l’adulto del domani. Io, nel mio piccolo, cerco di trasmettere il mio amore e la mia passione alle miei atlete, cerco di essere severo e con delle regole rigide, a loro insegno che entrare in palestra non è un giorno virtuale ma che è duro lavoro, passione, rinunce e sacrificio. Cerco di trasmettere i valori che lo sport è in grado di lasciare: il rispetto, l’onestà, il gruppo. Ieri sera dopo un partita, il sorriso delle mie ragazze e la voglia di abbandonare il telefono per stare insieme a cantare, recitare e costruire con la fantasia interna il loro futuro mi ha riempito di gioia, mi ha fatto sperare e sono convinto che se ricominciamo a far sognare i nostri figli per un mondo che nasce dal cuore e non dal tablet, essi non saranno più l’effimero futuro del calcolo ma saranno il semplice presente dei valori…..

 

Non credere nei sogni virtuali, ma costruisci i sogni del cuore e della mente perché solo così potrai cambiare il mondo ….

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