LA PANCHINA e LA MIA BORRACCIA

Sono un uomo di quarantadue anni e pratico sport da quando ne ho dieci; ho sempre amato solo la pallavolo e non ho mai provato nient’altro e questo potrebbe essere un grande limite, ne sono sicuro, ma credo che alla fine sia anche la mia forza. Ho sempre amato la pallavolo perché è uno sport di squadra e quindi mi ha permesso di capire che per ogni situazione esiste un momento e un luogo corretto; mi ha educato a capire che nessuno ti regala niente e che solo il sacrificio, la pazienza e l’umiltà possono col tempo renderti una persona migliore. Ho pianto tantissime volte perché non entravo in campo, mi sono sempre sentito il secondo di qualcuno ma quando tornavo a casa, i miei genitori mi dicevano sempre che il lavoro, il sacrificio e la pazienza potevano essere l’arma vincente e che trovare sempre un alibi accusando gli altri non serviva a nulla se non a giustificare che, probabilmente, io non ero in grado di arrivare. Sicuramente alla mia età tutto è più facile, l’età ti aiuta a cogliere quelle sfumature che la gioventù non vede, l’età aiuta a capire qual è il tuo posto. Oggi posso scrivere ciò solo perché l’educazione dei miei genitori mi ha permesso di cadere e rialzarmi con umiltà e voglia di lavorare. Dopo questi grandi insegnamenti ho scelto di essere anche un allenatore e di portare questa mia esperienza come punto fermo: l’umiltà di accettare anche quando non sono d’accordo, rispettare i ruoli di chi mi circonda e capire che gioco in una squadra. Essere una e in una squadra cosa significa? Significa capire che tutti siamo utili e che tutti dobbiamo lottare per un unico obiettivo, collaborare rispettando i limiti altrui e lottare per quello che, spesso, non è come lo vediamo noi. Sono consapevole che stare in panchina non è bello, ma esserci vuol dire aiutare chi sta lottando in campo e soffrire ancora di più, vuol dire urlare liberamente e incitare la propria squadra con la massima grinta. Vuol dire, anche, avere la tensione a mille perché entrerai sulla battuta più importante, giocherai nei momenti più difficili, ma ciò significa che passerai la borraccia al tuo amico e con un sorriso e una pacca sulla spalla lo renderai orgoglioso di avere un tifoso come te, lo renderai più forte perché saprà che tu potrai rubargli il posto, lo renderai più grintoso perché saprà che tu sei pronto per dimostrare più di lui. La borraccia significherà anche stare in panchina, ma racchiude dentro di sé la vera essenza della vita: lottare significa cadere, cadere porta a rialzarti e una volta in piedi sarai più forte di prima e prima o poi quella borraccia la passeranno a te e lì, solo allora, capirai quanto il tuo sacrificio ora tocchi ad un altro e con umiltà potrai aiutarlo a capire che quel posto sulla panchina ieri era tuo e domani potrà ancora esserlo, perché la borraccia passa sempre per le mani di un squadra.

“solo chi rischia di andare troppo lontano avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare” (Thomas Stearns Eliot.)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...